Harmony in Duality: Ulf Mejergren and Nina Doll

Questo mese, il Napapijri Bulletin cambia formato per raccontare la storia della campagna Spring/Summer 2026 WHOAREYOU?. Una volta a settimana presenteremo due dei suoi protagonisti, aprendo conversazioni che esplorano i valori al cuore del nostro brand.
Ogni profilo diventa un punto d’incontro: le stesse domande affrontate da angolazioni diverse, gli stessi temi rifratti attraverso esperienze distinte, rivelando le connessioni inattese che emergono dalla differenza.

Armonia nella Dualità: Ulf Mejergren e Nina Doll

Energia, tensione, chiarezza inaspettata: quando idee opposte si incontrano, qualcosa di nuovo inizia a formarsi nello spazio tra loro.
In questo numero esploriamo quello spazio con l’architetto e artista Ulf Mejergren e la creatrice multidisciplinare Nina Doll, due voci che prosperano nel conflitto e usano il contrasto come strumento di scoperta, equilibrio e gioco creativo audace.

L’armonia spesso nasce da differenze inattese. Come reagisci quando idee contrastanti mettono in discussione il tuo senso di equilibrio?

UM: Cerco di non risolvere i contrasti troppo in fretta. Quando due idee tirano in direzioni opposte, lascio che la tensione rimanga per un po’. Quella frizione spesso rivela una terza via inaspettata che nessuna delle due idee possedeva da sola. Per me l’equilibrio nasce dal permettere a elementi diversi di coesistere abbastanza a lungo da iniziare a dialogare tra loro.

ND: Giocare con estetiche opposte è al centro della mia pratica. Che si tratti di combinare riprese reali con livelli digitali o di mescolare forme organiche morbide con texture metalliche fredde, i contrasti creano la tensione che dà movimento al lavoro. Trovo la pace e l’equilibrio proprio dentro quel caos.

Ci vuole coraggio per mantenere uno spazio in cui convivono forze opposte. Come crei armonia senza cancellare la differenza?

UM: L’armonia diventa interessante solo quando le differenze restano visibili. Spesso accosto il ruvido al delicato o l’ordinario al surreale, lasciando che ciascun elemento conservi il proprio carattere. L’armonia non consiste nel dissolvere tutto in qualcosa di uniforme, ma nel disporre gli elementi in modo che si sostengano a vicenda, come una conversazione e non un monologo.

ND: Nell’arte, le differenze sono la base di tutto ciò che faccio, e l’armonia nasce dal permettere agli opposti di coesistere. Nella vita è più complesso. Alcuni temi richiedono di mantenere la propria posizione, ma altri beneficiano di prospettive multiple, che possono portare alle conversazioni più ispiranti e trasformative.

L’armonia spesso nasce da differenze inattese. Come reagisci quando idee contrastanti mettono in discussione il tuo senso di equilibrio?

UM: Cerco di non risolvere i contrasti troppo in fretta. Quando due idee tirano in direzioni opposte, lascio che la tensione rimanga per un po’. Quella frizione spesso rivela una terza via inaspettata che nessuna delle due idee possedeva da sola. Per me l’equilibrio nasce dal permettere a elementi diversi di coesistere abbastanza a lungo da iniziare a dialogare tra loro.

ND: Giocare con estetiche opposte è al centro della mia pratica. Che si tratti di combinare riprese reali con livelli digitali o di mescolare forme organiche morbide con texture metalliche fredde, i contrasti creano la tensione che dà movimento al lavoro. Trovo la pace e l’equilibrio proprio dentro quel caos.

Ci vuole coraggio per mantenere uno spazio in cui convivono forze opposte. Come crei armonia senza cancellare la differenza?

UM: L’armonia diventa interessante solo quando le differenze restano visibili. Spesso accosto il ruvido al delicato o l’ordinario al surreale, lasciando che ciascun elemento conservi il proprio carattere. L’armonia non consiste nel dissolvere tutto in qualcosa di uniforme, ma nel disporre gli elementi in modo che si sostengano a vicenda, come una conversazione e non un monologo.

ND: Nell’arte, le differenze sono la base di tutto ciò che faccio, e l’armonia nasce dal permettere agli opposti di coesistere. Nella vita è più complesso. Alcuni temi richiedono di mantenere la propria posizione, ma altri beneficiano di prospettive multiple, che possono portare alle conversazioni più ispiranti e trasformative.

C’è qualcuno che ammiri per la capacità di trasformare i contrasti in sinergia creativa?

UM: Ammiro artisti e architetti che accolgono le contraddizioni invece di risolverle. Persone con un atteggiamento da "Yes is More", come Bjarke Ingels. La società è complessa e semplificare troppo le cose le rende prevedibili. Come in ogni buon piatto, la creatività ha bisogno di più di un ingrediente.

ND: È difficile nominare una sola persona, ma ammiro chi riesce a continuare a portare nel mondo opere forti e belle nonostante le difficoltà quotidiane. Quella perseveranza è una forma di alchimia.

Serve più coraggio per difendere la tua posizione o per ascoltare davvero quella opposta?

UM: Serve più coraggio per ascoltare davvero. Difendersi è istintivo. Ascoltare richiede di allentare la presa e accettare il rischio di cambiare idea, ed è lì che solitamente avviene la crescita.

ND: Per molte persone, difendere la propria posizione può essere questione di vita o di morte, e questo richiede un coraggio immenso. Ascoltare una visione opposta non richiede coraggio in sé, ma apertura e forza emotiva, a seconda del tema.

Pensi che accogliere le differenze ti abbia permesso di essere più libera nella tua pratica, di innovare e osare di più?

UM: Assolutamente. Accogliere le differenze ha reso la mia pratica più giocosa e meno prevedibile. Quando lascio entrare i contrasti invece di cercare di controllarli, mi sento più libero di sperimentare e seguire idee inaspettate. Mi aiuta a mantenere viva la curiosità del mio bambino interiore.

ND: Senza dubbio. L’innovazione nasce dall’osare fare le cose in modo diverso. Non c’è cambiamento senza pensare fuori dagli schemi. Accogliere le differenze ti permette di superare le norme, anche se mettere nel mondo qualcosa di non convenzionale fa sempre un po’ paura.

Pensi che accogliere le differenze ti abbia permesso di essere più libera nella tua pratica, di innovare e osare di più?

UM: Assolutamente. Accogliere le differenze ha reso la mia pratica più giocosa e meno prevedibile. Quando lascio entrare i contrasti invece di cercare di controllarli, mi sento più libero di sperimentare e seguire idee inaspettate. Mi aiuta a mantenere viva la curiosità del mio bambino interiore.

ND: Senza dubbio. L’innovazione nasce dall’osare fare le cose in modo diverso. Non c’è cambiamento senza pensare fuori dagli schemi. Accogliere le differenze ti permette di superare le norme, anche se mettere nel mondo qualcosa di non convenzionale fa sempre un po’ paura.

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