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Il Napapijri Bulletin è un progetto editoriale mensile che racconta storie straordinarie di persone straordinarie. Esploratori moderni, amici del brand, icone culturali: ogni mese, The Bulletin celebra coloro che osano abbandonare le mappe conosciute per esplorare territori inaspettati.
Louis Bielle-Biarrey e l’arte del gioco
A soli 22 anni, Louis Bielle-Biarrey sta ridefinendo cosa significa essere una stella nascente del rugby francese, sfrecciando sul campo con velocità, istinto e un incrollabile senso di fair play. Ma oltre al fragore dello stadio, Louis rivela un lato diverso: l’amore per gli scacchi, dove strategia e pazienza sono protagoniste, e la passione per i viaggi che alimenta la sua curiosità e amplia i suoi orizzonti.
Ricordi la prima volta che hai toccato un pallone da rugby?
Ricordo i miei primi allenamenti nel club della mia città: mi sono sentito subito nel mio elemento. Amavo lo sport, amavo stare con i miei amici e mi piaceva l’idea di combattere insieme come una squadra. Gioco a rugby da quando avevo cinque anni. Non ho mai davvero pensato di smettere, quindi ormai sono quasi vent’anni. In quel periodo ho provato anche un po’ di atletica, un po’ di judo, handball e badminton, ma il rugby è stato l’unico che è rimasto davvero con me.
Sei originario di Grenoble, una città circondata dalle montagne e non lontana dal mare. Quali attività soddisfano il tuo spirito d’avventura e il bisogno di rimanere attivo quando non giochi a rugby?
Durante le vacanze estive, che sono il momento in cui mi concedo davvero un po’ di riposo, adoro fare trekking e partire per lunghe camminate. Sono sempre stato un vero amante della natura, e venire da Grenoble sicuramente aiuta. Da più giovane, anche se ormai non è più davvero consentito, adoravo sciare. Mi piaceva andare in montagna con gli amici e godermi ogni momento insieme. Ero anche piuttosto bravo, ma ho dovuto smettere per via del rugby. È da lì che arriva il mio lato più avventuroso. Amo la montagna, la natura e gli spazi aperti. È lì che mi sento davvero a casa.
Ricordi la prima volta che hai toccato un pallone da rugby?
Ricordo i miei primi allenamenti nel club della mia città: mi sono sentito subito nel mio elemento. Amavo lo sport, amavo stare con i miei amici e mi piaceva l’idea di combattere insieme come una squadra. Gioco a rugby da quando avevo cinque anni. Non ho mai davvero pensato di smettere, quindi ormai sono quasi vent’anni. In quel periodo ho provato anche un po’ di atletica, un po’ di judo, handball e badminton, ma il rugby è stato l’unico che è rimasto davvero con me.
Sei originario di Grenoble, una città circondata dalle montagne e non lontana dal mare. Quali attività soddisfano il tuo spirito d’avventura e il bisogno di rimanere attivo quando non giochi a rugby?
Durante le vacanze estive, che sono il momento in cui mi concedo davvero un po’ di riposo, adoro fare trekking e partire per lunghe camminate. Sono sempre stato un vero amante della natura, e venire da Grenoble sicuramente aiuta. Da più giovane, anche se ormai non è più davvero consentito, adoravo sciare. Mi piaceva andare in montagna con gli amici e godermi ogni momento insieme. Ero anche piuttosto bravo, ma ho dovuto smettere per via del rugby. È da lì che arriva il mio lato più avventuroso. Amo la montagna, la natura e gli spazi aperti. È lì che mi sento davvero a casa.
Sappiamo che sei appassionato di scacchi. Come sono entrati nella tua vita e cosa rappresentano per te?
Ho sempre amato gli scacchi, anche da bambino. Mio padre dice che mi interessavano già da piccolissimo, ma nell’ultimo anno ho iniziato a dedicarci molto più tempo. Gioco molto, soprattutto dal telefono, e a volte con gli amici. Quello che mi piace di più è la riflessione, la strategia, la necessità di anticipare diverse mosse. È qualcosa di completamente diverso dal rugby. È calmo e silenzioso, ma richiede la stessa concentrazione. Mi aiuta a decomprimere mantenendo la mente allenata.
Hai in programma qualche viaggio nelle prossime settimane? Se sì, dove andrai?
Sì, è curioso che tu lo chieda proprio ora perché lunedì parto per la Lapponia con la mia ragazza. Era un viaggio che volevo fare da parecchio. Essendo di Grenoble, amo il freddo, la neve e tutto ciò che ne fa parte. Ne sono davvero felice. Parto lunedì per una settimana e sarà un vero periodo di riposo, di cui credo di avere bisogno dopo queste ultime settimane con la nazionale francese. Non vedo l’ora di ricaricare le energie, trascorrere del tempo di qualità e godermi il freddo.
Credi che i viaggi abbiano influenzato il tuo gioco o il modo in cui ti approcci al rugby?
Non credo abbiano cambiato il mio modo di giocare, ma hanno sicuramente influenzato il mio modo di vedere la vita. Viaggiare ti fa realizzare tante cose. Ti apre ad altre culture, a stili di vita diversi, a nuovi modi di pensare e di fare.
Se la tua carriera fosse un’avventura, quale sarebbe il prossimo capitolo?
Non so esattamente quanti capitoli ci saranno, ma forse potrei paragonarmi a un alpinista che parte e sale poco a poco, sempre più in alto. Per ora sento di essere ancora all’inizio della mia carriera. Ho già scalato qualche collina, ma c’è ancora tantissimo da scoprire: valichi da attraversare, montagne impegnative da affrontare e grandi sfide all’orizzonte. Sono orgoglioso di ciò che ho ottenuto finora, ma so che ci sono ancora momenti incredibili davanti a me.
Credi che i viaggi abbiano influenzato il tuo gioco o il modo in cui ti approcci al rugby?
Non credo abbiano cambiato il mio modo di giocare, ma hanno sicuramente influenzato il mio modo di vedere la vita. Viaggiare ti fa realizzare tante cose. Ti apre ad altre culture, a stili di vita diversi, a nuovi modi di pensare e di fare.
Se la tua carriera fosse un’avventura, quale sarebbe il prossimo capitolo?
Non so esattamente quanti capitoli ci saranno, ma forse potrei paragonarmi a un alpinista che parte e sale poco a poco, sempre più in alto. Per ora sento di essere ancora all’inizio della mia carriera. Ho già scalato qualche collina, ma c’è ancora tantissimo da scoprire: valichi da attraversare, montagne impegnative da affrontare e grandi sfide all’orizzonte. Sono orgoglioso di ciò che ho ottenuto finora, ma so che ci sono ancora momenti incredibili davanti a me.