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Popoli Artici - Introduzione
Popoli Artici - Geoantropo
Napapijri e Fabio Pasini, una collaborazione che dura nel tempo, alla scoperta del viaggio, per le terre artiche, attraverso i Popoli che le originano.
Geoantropo "sposta la barra".
In questi anni abbiamo vissuto fantastiche esperienze in giro per il mondo, siamo riusciti ad assecondare la forza della natura e raggiungere i nostri obiettivi. Abbiamo conosciuto territori e terre, montagne, mari e fiumi. Grazie alla natura che ci ha permesso di raggiungere i nostri sogni e grazie a quanti ci hanno supportato, stimolato e ci sono stati vicini.
Spostiamo la barra per sviluppare con maggiore interesse la prospettiva "antropo": la conoscenza dei popoli e la loro quotidianità. Di tutti i posti che abbiamo visitato, l'artico è quello che ci ha regalato le sensazioni più forti, quello che ci ha maggiormente stregato... e proprio nel Napapijri, nel Circolo Polare Artico, torneremo per cercare di capire la partita che si sta giocando in questi territori estremi, per conoscere i popoli che lo abitano, come vivono e quali sono le loro ambizioni.
Sarà una scoperta a tappe, e come tutti i grandi viaggi, si formerà "viaggiando".
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Svalbard
Popoli Artici - Svalbard
Napapijri e Fabio Pasini, una collaborazione che dura nel tempo, alla scoperta del viaggio, per le terre artiche, attraverso i Popoli che le originano.
La prima nostra tappa artica sono le Isole Svalbard.
Scoperte da Barents nel 1596, queste isole sono, geograficamente parlando, talmente lontane e scollegate dal resto del mondo da non essere mai state raggiunte da nessuna ondata migratoria di uomini. Situate tra i 74 e gli 81 gradi di latitudine Nord sono molto più di una terra schiacciata tra mare, roccia e ghiacci.
Dopo il viaggio di Barents, le isole Svalbard divennero un importante punto strategico per la caccia alla balena che portò ben presto alla nascita del primo villaggio.
La grande esplorazione artica tra l'800 e il '900 trovò in queste terre un fondamentale punto di appoggio, come ad esempio la trasvolata del polo Nord del dirigibile Norge e l'epico salvataggio di Nobile da parte di Roald Amudsen. Negli stessi anni, in queste isole a nord dell'Europa, iniziò lo sfruttamento delle miniere di carbone, un'occupazione che ha contraddistinto il ventesimo secolo e ha portato alla nascita di villaggi russi e norvegesi.
Il trattato delle Svalbard entrato in vigore nel 1925 sancì la sovranità norvegese e diede a tutti gli stati firmatari il diritto di sfruttamento delle risorse presenti in queste isole e la possibilità di effettuare studi scientifici con la sola clausola di non costruire basi militari. Ora che l'industria del carbone non è così proficua, gli scheletri delle miniere testimoniano un passato e tutta la difficoltà dei villaggi russi a convertirsi nella più dinamica e attuale industria del turismo.
In questo deserto artico, neutrale e demilitarizzato, sebbene un po' di tensioni al largo delle coste si siano sempre registrate, il suolo ed il mare nascondono massicce risorse naturali che vanno dal petrolio ai diamanti preservando una importante ricchezza e opportunità per il futuro dell'umanità.
Lontano da conflitti bellici, con la possibilità di utilizzare la montagna come un frigorifero, è nata una bellissima favola moderna. Non lontano da Longyrbayen, in una montagna, è stato scavato un tunnel di 180 metri che funziona come un caveu di una banca: dietro alla porta inaccessibile, sono conservate sementi provenienti dalle zone di tutto il mondo. Il sogno e l'obiettivo è quello di preservare la biodiversità agricola mondiale, far sì che guerre, cataclismi e altro non possano andare a intaccare il grande patrimonio genetico mondiale.
Alle Svalbard ha anche sede una delle più importanti università norvegesi: un punto di partenza ideale per studiare il mondo artico nei suoi più disparati aspetti. L'Unis delle Svalbard richiama ed accoglie studiosi provenienti da tutto il mondo giunti fin qua su per investigare sui segreti che questa terra ancora cela e testimoniare come gran parte della storia futura del mondo passerà per forza nell'artico.